Imparare a suonare lo spartito a prima vista in tre tappe

STEFANO BUSONERO IL PITTORE CHE NON VUOLE VENDERE I SUOI QUADRI

Suonare lo spartito a prima vista

Findi e Giocatore - suonare lo spartito a prima vista
Findi e Giocatore che suonano con le loro chitarre

Tenere presente che questo è un semplice riassunto, adattissimo a chi ha già una sommaria infarinatura e voglia di svilupparla. L’articolo al principiante può essere di aiuto soltanto se ha intenzione di imparare a suonare la chitarra con la musica. Ad esso si consiglia perciò di iniziare da zero il corso di teoria della musica.

Ognuno di noi, quando prende in mano per la prima volta uno strumento musicale (ad esempio una chitarra), vorrebbe raggiungere in poco tempo livelli da professionista. Ma per tale obiettivo occorre moltissima passione e tanto, tanto, lavoro.

Per ottenere ciò, la conoscenza della musica è indispensabile! Inoltre la lettura a prima vista dello spartito non è cosa da tutti, neanche da chi si impegna giornalmente negli esercizi. Per ottenere ottimi risultati occorre una marcia in più: l’amore per la musica e per il proprio strumento! Nel nostro caso la chitarra (classica, acustica o elettrica).

Il saper leggere sul pentagramma musicale è un’imprescindibile componente nella maggior parte delle audizioni, e una fondamentale capacità per poter suonare in un gruppo musicale o in un coro.

Se leggere uno spartito a prima vista non è da tutti, figuriamoci leggere lo spartito a velocità di esecuzione! Quest’ultima pratica se la può permettere solo chi vive di pane e musica.

Se stai già praticando la chitarra, o hai una voce adatta al canto, apprendendo le poche nozioni sulla musica potrai migliorare le tue qualità! Imparerai quindi a leggere il pentagramma diventando un vero musicista, mentre le tue esibizioni le affronterai con più sicurezza ed efficacia.

Ecco i sacrifici da fare per suonare lo spartito a prima vista!

Impararlo in tre tappe

1 – Apprendere bene la Teoria Musicale

Familiarità con la metrica

Impara a prendere confidenza con la rappresentazione metrica, che appare in ogni spartito. Questa ti indica i movimenti (o battiti) di ogni misura del brano musicale e l’unità di tempo, cioè il simbolo che rappresenta un singolo battito.

Studia giornalmente esercitandoti con gli esercizi di ritmica ed impara a conoscere almeno le principali metriche musicali.

Oltre che a leggere la musica esercitati a scriverla sul rigo musicale con i ritmi più vari, iniziando ad usare un metro in 4/4 con minime (un mezzo) e semiminime (un quarto).

Quando leggi la musica con la chitarra cerca di sincronizzare i movimenti dello spartito con i battiti a terra del tuo piede. Inizia ad imparare a contare e sincronizzare mentalmente da uno a quattro.

Ripeti l’esercizio di scrittura impiegando, oltre alle semiminime, le crome (ottavi) e le semicrome (sedicesimi). Utilizza note di durate differenti, combinandole in più sequenze, per prendere confidenza con i simboli del pentagramma.

Inizia a rallentamento, poi puoi proseguire con un metronomo settato a bassissima velocità e, via via, aumentarla.

Tutto questo ancora non basta per suonare lo spartito a prima vista!

Le alterazioni in chiave

Le armature di chiave vanno riconosciute a prima vista e senza troppi ragionamenti: vanno quindi imparate a memoria! Queste indicano la tonalità in cui si deve suonare il brano, ovvero la quantità di diesis (o bemolli) da usare per rispettare quella tonalità. La tonalità in Do maggiore non ha nessuna alterazione.

Sapere che un solo diesis corrisponde alla tonalità di Sol maggiore, due diesis a quella di Re maggiore, 3 diesis al La maggiore, 4 diesis al Mi maggiore ecc. Le alterazioni appaiono all’inizio del rigo, subito dopo la chiave.

Prendendo in considerazione i bemolli, in armatura avremo: con 1 bemolle la tonalità di Fa maggiore, con 2 bemolli quella di Si bemolle maggiore, 3 bemolli il Mi bemolle maggiore, 4 bemolli il La bemolle maggiore.

Per non creare tanta confusione ho tralasciato che ad ogni scala maggiore corrisponde la relativa minore. Si vedano, a tal proposito, gli approfondimenti.

Impara la posizione delle note sul rigo musicale

Il nome delle note, a seconda della posizione sul rigo musicale, varia in base alla chiave usata. Per quanto riguarda lo studio della chitarra, la chiave impiegata è soltanto quella di violino. Non serve impararne altre ma sappiate che esistono e che potrebbero trarvi in inganno se non osservate bene l’inizio del pentagramma. Impara quindi la posizione di ogni nota in chiave di violino ed abituati ad abbinarla ai tasti della chitarra con una semplice occhiata.

Le note sulle righe del pentagramma rappresentano, dal basso verso l’alto, i suoni di Mi – Sol – Si – Re – Fa, mentre quelle negli spazi i suoni di FA – La – Do – Mi.

Lo studio in altre chiavi non serve a chi intraprende la pratica della chitarra.

Esercitati giornalmente nell’esecuzione delle scale

I consigli di questa sezione servono agli aspiranti strumentisti – ma anche a chi abbia voglia migliorare le proprie qualità vocali – per prendere familiarità con gli spartiti. A riconoscere cioè a prima vista il nome, il valore e la posizione di movimento (se nel primo, o secondo, o terzo, o quarto battito) sul pentagramma.

Se suoni la chitarra, cerca di fare pratica con le scale più importanti – almeno con armature fino a quattro diesis e quattro bemolli – senza osservare i movimenti delle dita. Perché? Ponendo attenzione alle dita non saresti, allo stesso tempo, in grado di seguire lo spartito! Tuttavia talvolta è indispensabile osservare la mano sinistra per qualche attimo ma, se stiamo mentalmente contando i battiti, ci sarà più facile ritrovare il punto giusto dello spartito.

Se vuoi suonare la chitarra con la musica, diventerà indispensabile lo studio del solfeggio. Con esso riuscirai a sviluppare le tue capacità nell’intonazione, nella ritmica, nel fraseggio e, in generale, nella musicalità.

2 – L’approccio con lo spartito

Prima cosa: un’attenta osservazione generale

Leggi innanzitutto lo spartito senza la tua chitarra. Quando vedi per la prima volta un brano scritto sul pentagramma musicale, osservalo bene e sincerati di riuscire a dare giusti tempi e valori anche nei passaggi più articolati.

Prova le varie sequenze, solfeggiandole, e leggi le note osservando attentamente la struttura della canzone. Quindi vai alla ricerca delle misure che si ripetono. Queste ti faciliteranno il compito!

Cerca le variazioni che danno colore al brano, quelle cioè che variano in volume e velocità. In mancanza di esse potrai – una volta imparato bene il pezzo – aggiungerci a matita un colore di tua creazione.

Uno studio più approfondito dello spartito

Percorri con la mente le sequenze musicali del brano. Dedica qualche minuto alla riproduzione della canzone, ricordando gli schemi musicali che incontri più volte. Ti accorgerai che nella maggior parte dei casi la melodia viene riproposta, e di nuovo ripetuta, mentre il relativo ritmo mantiene spesso la propria linearità.

Esamina bene il brano musicale prima di suonare lo spartito a prima vista con la tua chitarra.

Osserva attentamente la presenza di scale e arpeggi con posizioni fisse: queste ti faciliteranno sensibilmente l’esecuzione. Tali accortezze svilupperanno il tuo intuito nel modo di leggere la musica: più ti organizzi nelle fasi preliminari, più facilmente potrai interpretare uno spartito con in mano la tua chitarra.

L’ascolto della tua respirazione

Suonare lo spartito a prima vista non è cosa da tutti e, talvolta, può risultare impegnativo anche per chi ha giornalmente molta confidenza con le scartoffie musicali.

Respirando meglio aumenterà la tua concentrazione e riuscirai a seguire bene le varie sequenze del brano in studio. La respirazione (seguire il link per approfondire) allenta le inutili tensioni del corpo e della mente, permettendoti di focalizzare le tue attenzioni soltanto alle articolazioni musicali.

Gli errori sono inevitabili! Quindi non arrenderti ad essi e ripeti pazientemente le sequenze più difficili da superare senza mai stancarti. Continua perciò la tua interpretazione, prendendo appunti mentali, per poter poi ritornarci sopra in modo separato e farci pratica.

Se sei un appassionato di canto, o se suoni un qualsiasi strumento a fiato, impara a riconoscere i punti temporali in cui dovrai respirare.

Non crearti illusioni sul raggiungimento rapido dei tuoi traguardi, perché suonare lo spartito a prima vista comporta enormi sacrifici ed anni di esercizi. Aspettati magari, sempre con grandi spese di energia, di arrivare ad essere in grado di leggere a lento moto, e alla perfezione, gli spartiti più semplici. La capacità di lettura della musica è un’ambizione che potrai sviluppare soltanto nel lungo … lunghissimo periodo.

3 – Lo sviluppo delle tue qualità nella lettura

Cerca di portare al massimo livello la tua concentrazione

Ogni spartito, anche il più semplice, contiene molte dinamiche. Dovrai perciò affrontare le altezze dei toni e i ritmi con tutte le loro variazioni, i passaggi da una scala all’altra e le più svariate coloristiche. È impossibile – e dico … per tutti! – riuscire alla perfezione a suonare lo spartito a prima vista senza focalizzare attentamente tale compito. Tanto meno suonarlo a velocità d’esecuzione!

Comunque il suggerimento è quello di metterti in sfida con te stesso e con le tue sensibilità musicali, e cercare sempre la perfezione esecutiva.

Quando ti accorgerai di essere distratto, riparti seguendo l’ultima sequenza o, addirittura, incomincia da capo il brano dicendoti “stavolta manterrò la concentrazione”!

Osserva la difficoltà della visione globale dello spartito

Concentrandoti sulla visione globale del brano ti accorgerai che ogni canzone è formata da moltissime combinazioni di note. Perciò cercare di interpretarle subito correttamente, nel ritmo e nei toni, è un’attività assai stressante e molto spesso impossibile da svolgere.

Pensa piuttosto a dividere il brano in più parti ed affrontalo per gradi, anche talvolta suddividendo una stessa misura individuandoci il tempo forte e quello debole.

Cerca nel web nuovo materiale didattico

Naviga in Internet senza mai stancarti di cercare nuovi materiali didattici per meglio avvicinarti agli spartiti. Se i bambini curiosi riescono facilmente ad imparare a leggere è perché sfogliano più libri dei loro coetanei. La continua ricerca di nuovo materiale stimola la tua mente ad affrontare con più forza l’esercizio quotidiano.

Una volta superati i primi traguardi non ti accontentare di essi ma passa a siti web più specializzati in materia, cercando in essi non solo spartiti ma software mirati, orientati cioè direttamente verso le tue mete.

Cerca di frequentare gruppi musicali ed amici musicisti e scambia con loro gli spartiti.

Apri un diario

Annota sempre gli esercizi che ritieni più importanti su un diario. Occorre moltissimo tempo per diventare un musicista che sappia anche suonare lo spartito a prima vista, perciò non perdere tempo ed inizia subito ad importi delle buone abitudini.

Il traguardo è lontanissimo ma pensa che basterebbe soltanto un quarto d’ora al giorno per raggiungerlo! Quindi non avere fretta e inizia a leggere al rallentamento, aumentando gradatamente la velocità.

Aggiorna continuamente sul tuo diario i brani che stai affrontando e sottolinea i progressi nella velocità di esecuzione.

Per concludere

Nella vita, in tutti i campi, ci sono periodi negativi! Non sentirti mai un musicista frustrato se non riesci a superarne alcuni. Succede a tutti! Bisogna quindi andare avanti come un carrarmato!

Essendo ripetitivo ricordo che la lettura della musica è una  capacità che non si raggiunge in pochi mesi o in qualche anno ma occorre svilupparla in un lunghissimo periodo … quindi: armati di pazienza ed impegnati più che puoi! E guarda lo stile che più fa per te: Gli stili musicali della chitarra classica.

La riproduzione dei contenuti e grafica in questo sito web di Arte pittorica Musica e corso di chitarra, anche eseguita soltanto in parte, è vietata.

Questo articolo ha un commento

  1. gianfranco

    Grazie! assolutamente d’accordo e seguirò pedissequamente le indicazioni. non c’è altra strada a parte alcuni fenomeni che però proprio perché tali li ammiriamo ma non ci aiutano a strutturare un percorso di apprendimento.

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